Sabato
17 e Domenica 18 marzo 2007 - IMPAKT - RINASCITA 15
Una
struttura virtuale, un computer che genera profitti affossando l’economia
reale.
Ebay:
verso l’usurocrazia elettronica
Michele Altamura - BANJALUKA (da www.etleboro.com)
Silenziosamente
e grazie all’aiuto della tela italiana le informazioni cominciano a
confluire,
dopo mesi di piccole indagini e di osservazioni abbiamo individuato un abuso
telematico perpetuato da un colosso del web. Siamo i primi a sostenere la teoria
del crimine invisibile, in quanto abbiamo individuato tutte le procedure che
determinati giganti fanno per rendere invisibile una società, un uomo, un
essere umano. Il caso in discussione è la procedura di gestione di un’attività
virtuale mediante Ebay, il gigante dell’e-commerce multinazionale, che
sfruttando la sua struttura così immateriale gestisce i suoi utenti mediante
delle procedure automatizzate, mettendo in atto un vero processo di
disumanizzazione. Se non credete a tale teoria, aprite un negozio all’interno
di Ebay, provate a vendere un libro o un
prodotto
di vostra produzione, e vedrete che sarete accusati di aver violato il
copyright, sarete additati e accusati, e poi giustiziati senza possibilità di
appello. Senza che ve ne accorgiate, violerete le regole della community e
sarete espulsi, non avendo alcuna possibilità di contattare un responsabile a
cui esporre il vostro caso, il vostro problema che non può essere
standardizzato o liquidato su due piedi con delle procedure automatiche. Una
specie di giudice vi dirà che per sette giorni non potrete più fare
inserzioni, e non potete utilizzare i servizi del portale, ma dovete comunque
pagare il costo per la gestione del vostro punto di vendita virtuale. Le e-mail
arrivano puntualmente, se chiedi delle spiegazioni sarai additato, in qualsiasi
modo ti giustificherai per spiegare il tuo caso, sarai additato. Se vuoi dunque
uscire dall’empasse e riabilitare il tuo negozio virtuale devi ammettere di
aver violato le regole della community, senza possibilità di dialogo perchè
non ti ascoltano, perché parli con un computer sempre, per ogni tipo di
comunicazione. La nostra esperienza e la conoscenza del funzionamento delle
strutture telematiche, ci hanno fatto capire che in realtà a rispondere alle
nostre email, ad aprire i negozi e a vendere i prodotti, sia un
computer,
un programma costruito sulla pelle della gente. Una multinazionale come Ebay è
gestita da un gruppo di cinquanta persone, in tutto il mondo, e non esistono
agenti o dipendenti che si occupano dei problemi o delle richieste degli utenti.
I nomi appartengono forse a dei fantasmi, a persone che non esistono, perché
rispondono alle
domande in
maniera insensata, come se non avessero letto la tua lettera e avessero
semplicemente attivato un programma di risposta automatica. Alcuni membri di Etleboro
si sono personalmente recati alla Ebay, in via Fabio Filzi, 25 a Milano, zona
stazione centrale, e hanno trovato una grande hall hollywoodiana, con una sola
persona, una gentilissima hostess, a cui hanno chiesto di poter parlare con un
dirigente o un responsabile alle vendite o ai contatti con il pubblico, un
numero di telefono per spiegare l’equivoco. La risposta è stata quella di
contattare la Ebay tramite il sito www.ebay.it, in pratica di parlare con il
muro del silenzio. Chiedono infatti di inviare a un numero di un fax la
documentazione e una dichiarazione con la quale dobbiamo ammettere di aver
violato le regole, onde eliminare ogni responsabilità in capo ad Ebay,
accollandoci una colpa senza però capire a che scopo. Potrete inviare anche
centinaia di email, ma non risponderanno mai alle vostre domande per ottenere
dei chiarimenti che vi permettano di capire come e quando avete sbagliato, quale
regola avete violato e in che modo è possibile correggere l’eventuale errore
commesso. Questo perché a rispondere alle e-mail sono dei programmi, firmano
con nomi fittizi a cui non corrisponde alcuna persona realmente esistente,
oppure delle persone che sono “programmate” a seguire il protocollo della
procedura. Tale ipotesi è la sola concepibile, altrimenti dovremmo credere che
la Ebay assume operatori che non siano in grado di leggere o comprendere cosa
sia scritto in una e-mail per dare un’adeguata risposta, ma anche in questo
caso sarebbe meglio che siano allontanati dagli uffici e dalle competenze a cui
sono assegnati e che l’amministrazione di Ebay debba fare dei controlli sul
personale. Tuttavia Ebay non è un fantasma, è una regolare S.r.l. di diritto
italiano, che si estende come un colosso e si pone rispetto alla nostra vita e
alla nostra attività economica con una politica espansionistica, che va oltre
le piccole vendite, perché la loro procedura informatica non è etica, non
rispetta le leggi dell’uomo, ma quelle dei sistemi informatici e cybernetici.
La sua struttura si basa esclusivamente su di un sistema centralizzato,
programma che è stato studiato per gestire una massa di informazioni da un
unico terminale, dal quale io posso ottenere sulla mia community un controllo
totalitario. Con un click possono aumentare le mie pretese di guadagno, con un
click possono cambiare le regole, o inserire nuove procedure per estorcere
ancora denaro, in un labirinto che è peggio di una scatola cinese. Possono
creare una regola dall’oggi al domani senza un motivo apparente, che dovrai
accettare senza contestare perché iscrivendoti alla piattaforma hai accettato
espressamente un sistema di regole che funzionano come delle clausole
vessatorie: o le accetti o sei fuori dal sistema, e se contesti non sei
ascoltato. Il percorso da attraversare per arrivare a farsi ascoltare è
talmente lungo e difficile, fatto di fax, di e-mail e di moduli prestampati da
inviare, che le persone abbandonano prima di arrivare alla fine della soluzione
del problema. E proprio su questo si basa il loro sistema, sul fatto che nessun
riuscirà a capire come farsi ascoltare, nessuno arriverà al punto di intentare
causa per dei negozi virtuali che sono stati chiusi senza giusta causa. Non
esiste legge né tribunale che oggi è in grado di disciplinare questi casi di
“usura informatica”, perché il crimine non esiste. L’uomo è così
retrocesso a quell’epoca storica in cui le regole erano tramandate a voce,
dopo che era riuscito a scriverle sulla pietra. Un’impresa che intende vendere
o comprare mediante queste strutture è destinata a subire l’usurocrazia,
perché non ha il tempo di combattere contro queste armi non convenzionali,
contro i programmi e le procedure automatizzate dei programmi, non può
permettersi di intentare una causa contro i colossi dell’informatica. Basti
pensare che Ebay obbliga in un certo senso i venditori a scegliere Paypal come
strumento di pagamento, in virtù di un accordo che lega l’e-commerce e questo
circuito finanziario elettronico. Paypal in realtà è un circuito che prende i
soldi dalle carte di credito e li trasferisce ad altri conti elettronici, ma
senza che avvenga una reale movimentazione: il denaro da cartaceo viene
trasformato elettronico, e poi una volta che entra in Paypal resta elettronico,
non torna più in forma cartacea, se non al di sopra di certe soglie. La domanda
successiva è: se i nostri soldi si perdono nei circuiti automatici, e nessuno
risponde alle nostre e-mail, a chi potremo appellarci per riottenerli? E ancora,
su ogni transazione Ebay percepisce il 7%, quando molte piccole imprese hanno
oggi dei margini di guadagno che arriva al 5%: questa si chiama usura,
estorsione e truffa. Le strutture virtuali e centralizzate sono i nemici e
l’usura che ci stiamo preparando ad affrontare, perché attuano un processo di
disumanizzazione, un vero etnocidio, e noi siamo vittime inermi dei processi
informatici. La nuova regola che hanno scritto è che “chi non si adegua è
fuori, e chi non può adeguarsi fallisce, e poi muore”. Con un semplice
website hanno messo sù un impero multinazionale diretto da 50 persone che sono
isolate dal mondo, hanno preso dall’economia degli Stati e non hanno dato in
contropartita nulla, solo una finestra sul web, ma nient’altro. Hanno
costruito intorno a sé un potere enorme, ma non hanno alcuna legislazione che
lo disciplina, non esiste un codice che oltre a gestire gli utenti, punisca
anche il potere centrale e tuteli le persone in quanto individui e titolari di
diritti inviolabili. Ci chiedono infatti di aver fiducia in loro, ma loro non
hanno alcuna fiducia in noi, e ci sottopongono a delle regole da rispettare
rigidamente, pena l’esclusione. Tuttavia queste regole sono unilaterali, perché
verso di loro non producono alcun effetto, e un giorno potrebbero cancellare
l’identità di una persona, la sua impresa, oltre al suo piccolo negozio
virtuale, senza che nessuno se ne accorga. Se oggi delle piccole imprese vivono
grazie ad una finestra all’interno di Ebay, con una scusa qualunque, e un
finto problema, posso ordinarne la chiusura e provocare il loro fallimento. Un
domani, però, se un’impresa esiste solo in virtù del fatto che ha una
struttura virtuale, basterà una nuova regola decisa dall’alto per farla
scomparire nel silenzio. Oggi i grandi colossi dell’informatica stanno creando
un sistema in cui noi saremo le vittime della virtualizzazione, dell’usura sul
nostro denaro elettronico, e della disumanizzazione. Quando oggi i politici
parlano di “nazione” dicendo che operano “per il bene del Paese”, stanno
solo preparando un mondo disumano, l’etnocidio del futuro perché hanno
rimesso l’economia nelle mani dei computer, dei programmi che non hanno un
codice etico e si sono trasformati in strutture sovranazionali. Mentre la
Guardia di Finanza dà la caccia a Wanni Marchi, il Sismi a Abu Omar, e la
Codacons alla Rai per i soldi “dei pacchi”, la Ebay, Google e Skype
preparano la più grande usura di tutti i tempi, un’economia regolamentata da
procedure standardizzate: se non le accetti sei espulso dal sistema.. Sta ora a
noi creare un mondo nostro, una tela, che non abbia cervelli o strutture
centralizzate che agiscano senza considerare la natura umana dell’economia, ma
che si basi invece su un sistema distributivo e orizzontale in cui tutti possono
vivere ed evolvere.
(fonte:
www.etleboro.com/it/etleboroitalia/17mar_ebay.pdf)