Domenica 3 Febbraio 2008

 
IL CASO. Il venditore era finito sotto accusa: non aveva consegnato il cellulare pagato 500 euro all’acquirente. Il tribunale: «È una questione civile, non penale»
Acquisto beffa su ebay Il giudice: non è truffa
 

Acquistò un cellulare satellitare all’asta da 500 euro sul sito internet ebay. Ma quel telefonino non arrivò mai, nonostante il bonifico effettuato dall’acquirente sulla carta poste pay, intestata al venditore. Di qui la denuncia con l’accusa di truffa. Pochi giorni fa, è arrivata la sentenza del giudice Federica Tondin: il venditore è stato assolto perché il fatto non sussiste. A parere del tribunale, manca la dimostrazione che chi ha venduto quel telefonino ha agito con artifizi e raggiri così come prevede il reato di truffa. Alla fine della sua requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione e a 300 euro di multa.
La vicenda risale alla primavera del 2005 quando un veronese di 29 anni si aggiudicò all’asta del conosciutissimo sito internet un cellulare satellitare Nokia 7710. Il giovane inviò così il bonifico di 500 euro sulla carta di credito indicata dal venditore Giuseppe Castorina, 39 anni, residente a Cormons in Friuli. Poi ci fu il silenzio. Quel telefonino non arrivò mai a casa del veronese nonostante l’avesse sollecitato tre volte all’indirizzo e mail del venditore. Da qui la denuncia per truffa a carico del friuliano. Partirono gli accertamenti della polizia postale che risalirono al venditore grazie al numero di carta poste pay, indicato dal friulano al veronese. «Le indagini di tipo informatico», scrive il giudice Federica Tondin nella motivazione della sentenza di assoluzione, «non hanno portato ad alcun risultato utile poiché il provider (Telecom) ...ha risposto che nessun collegamento risultava essere stato effettuato con quei dati». Successivamente, l’azienda telefonica fornì l’utenza di una società del tutto estranea alla vicenda, così come ha riportato l’agente della polizia postale durante il processo.
Si è così risaliti a Castorina grazie alla carta di credito anche perché lo stesso imputato ha ammesso di esserne titolare durante il processo. «Si ritiene raggiunta la prova», sostiene ancora il giudice nella motivazione, «che l’imputato ha offerto in vendita il bene tramite internet, ne ha ricevuto il pagamento e poi non ha consegnato quanto venduto».
Ma questo susseguirsi di fatti non configura una truffa perché mancano il raggiro e l’artifizio. «Si tratta», ha concluso il giudice, «solo di inadempimento contrattuale che deve trovare composizione in sede civilistica». Inevitabile, alla fine, l’assoluzione del friulano.GP.CH.