Costa poco più di cento euro e si compra sul web
Elisabetta Arrighi
Vietatissimi. Illegali. E se si viene scoperti c’è il
sequestro dello strumento e in più ci sono da pagare sanzioni salate
(articolo 31 della legge 472 del 1999 che ha modificato l’articolo 45
del decreto legislativo 285/1992) che possono arrivare (più o meno)
fino a 2.500 euro. Eppure sono parecchi gli automobilisti - per
difendere portafoglio e punti della patente - che hanno deciso di
dotarsi di un apparecchio anti-autovelox che avvisa 500 o mille metri
prima. Diminuisci la velocità e niente multa. Da parte di polizia e
vigili la caccia agli apparecchi illegali è aperta. Ancora più
automobilisti, comunque, utilizzano il navigatore satellitare che
riporta i “punti di interesse” lungo i percorsi stradali (dal bancomat
al pronto soccorso, dal Comune ai carabinieri), fra cui vengono
ricompresi gli autovelox fissi. E in rete ci si può anche abbonare ad
un servizio aggiornato settimanalmente: l’abbonamento costa 30 euro
all’anno. «L’apparecchio anti-autovelox l’ho comprato su eBay
- racconta un rappresentante di commercio - e mi trovo bene. Mi avvisa
acusticamente quando c’è un autovelox». Ma lo sa che è vietato?
«Certo - aggiunge - ma almeno non prendo tre multe a settimana».
«Non mi risulta che durante i controlli almeno dalle nostre parti
siano mai stati trovati automobilisti dotati di questi strumenti»,
spiega Giovanni Fiori del comando di polizia municipale di Pietrasanta.
E Sergio Bedessi, responsabile comunicazione del Comitato comandanti
vigili urbani della Toscana, aggiunge di non essersi mai imbattuto in
strumenti simili a bordo di qualche vettura. Altri vigili, invece,
confermano che l’elenco delle postazioni fisse di autovelox (in Italia
sono 1.979) è sempre più spesso caricato sui Gps. Proprio di
recente ci sono state due circolari del ministero dell’Interno: se i
programmi registrano solo le localizzazioni dei luoghi dove ci sono le
postazioni fisse, nessun problema. Ovvero non vengono applicate le
sanzioni previste dall’art. 31, che invece viene applicato anche ai
navigatori satellitari nel caso in cui siano modificati in modo da
segnalare la presenza o consentire la localizzazione
dell’apparecchiatura di controllo della velocità. Ma funzionano
veramente gli strumenti anti-autovelox venduti in rete? E’ chiaro che
chi li commercializza ne decanta solo i pregi, mettendo comunque
l’automobilista-cliente sull’avviso: «Attenzione! L’acquirente si
assume ogni responsabilità riguardo l’acquisto del presente oggetto il
cui utilizzo non è permesso dall’attuale normativa italiana, pertanto
il venditore declina ogni responsabilità riguardo all’uso. Questo
prodotto - recita il messaggio - non è stato progettato per aiutarti a
disobbedire alla legge, ma semplicemente per mantenere la tua velocità
sempre al di sotto dei limiti imposti e ad avere una condotta di guida
corretta». Le pubblicità, dicevamo. In rete si trovano le schede
più o meno complete di tutti i prodotti in commercio e ci sono
rilevatori per tutte le tasche. Si parte da 100-120 euro (con 20
dollari di spese di spedizione se il pacco parte dagli Usa) per
arrivare a 800-1.000 euro per gli strumenti più sofisticati. Sempre su
Internet si trova perfino una mappa dell’Europa e per ogni Paese, in
base al tipo più utilizzato di strumenti per rilevare la velocità
(esistono diverse tecnologie costruttive), vengono consigliate le
macchinette più adatte. Perché un solo apparecchio - dicono alcuni
esperti - non può “leggere” in assoluto la presenza di tutti i tipi di
autovelox. Anche se la maggior parte è in grado di individuare tutte o
quasi le bande radar e laser. «Resta un prodotto di nicchia -
racconta il titolare di un’ officina di Livorno - anche se in
passato ne abbiamo installati alcuni. Oggi è preferito il montaggio
volante con alimentazione alla presa dell’accendisigari. Direi, ma mi
riferisco a due-tre anni fa, che chi voleva questi dispositivi
percorreva fino a 5-600 km al giorno per lavoro. Ma poteva essere un
automobilista su cento, diciamo un paio su una cinquantina fra gente
sempre in giro per lavoro. Oggi è molto più semplice caricare il
software del navigatore e vedere quali sono gli autovelox fissi. E se
si ha paura di quelli mobili, l’unica cosa da fare è andare piano.
Credo comunque - dice il tecnico - che la macchinetta pubblicizzata in
rete, di autovelox ne individui solo una parte, escludendo quelli a
fotocellula». E attenzione, aggiunge, «a non farsi bidonare».
