13.10.07 - Attualità
 
 
 
Dilaga l’apparecchio (vietato dalla legge) che avvisa 500 metri prima
Caccia ai furbi che beffano l’autovelox
Costa poco più di cento euro e si compra sul web


Elisabetta Arrighi
Vietatissimi. Illegali. E se si viene scoperti c’è il sequestro dello strumento e in più ci sono da pagare sanzioni salate (articolo 31 della legge 472 del 1999 che ha modificato l’articolo 45 del decreto legislativo 285/1992) che possono arrivare (più o meno) fino a 2.500 euro.  Eppure sono parecchi gli automobilisti - per difendere portafoglio e punti della patente - che hanno deciso di dotarsi di un apparecchio anti-autovelox che avvisa 500 o mille metri prima. Diminuisci la velocità e niente multa. Da parte di polizia e vigili la caccia agli apparecchi illegali è aperta.  Ancora più automobilisti, comunque, utilizzano il navigatore satellitare che riporta i “punti di interesse” lungo i percorsi stradali (dal bancomat al pronto soccorso, dal Comune ai carabinieri), fra cui vengono ricompresi gli autovelox fissi. E in rete ci si può anche abbonare ad un servizio aggiornato settimanalmente: l’abbonamento costa 30 euro all’anno.  «L’apparecchio anti-autovelox l’ho comprato su eBay - racconta un rappresentante di commercio - e mi trovo bene. Mi avvisa acusticamente quando c’è un autovelox».  Ma lo sa che è vietato? «Certo - aggiunge - ma almeno non prendo tre multe a settimana».  «Non mi risulta che durante i controlli almeno dalle nostre parti siano mai stati trovati automobilisti dotati di questi strumenti», spiega Giovanni Fiori del comando di polizia municipale di Pietrasanta. E Sergio Bedessi, responsabile comunicazione del Comitato comandanti vigili urbani della Toscana, aggiunge di non essersi mai imbattuto in strumenti simili a bordo di qualche vettura. Altri vigili, invece, confermano che l’elenco delle postazioni fisse di autovelox (in Italia sono 1.979) è sempre più spesso caricato sui Gps.  Proprio di recente ci sono state due circolari del ministero dell’Interno: se i programmi registrano solo le localizzazioni dei luoghi dove ci sono le postazioni fisse, nessun problema. Ovvero non vengono applicate le sanzioni previste dall’art. 31, che invece viene applicato anche ai navigatori satellitari nel caso in cui siano modificati in modo da segnalare la presenza o consentire la localizzazione dell’apparecchiatura di controllo della velocità.  Ma funzionano veramente gli strumenti anti-autovelox venduti in rete? E’ chiaro che chi li commercializza ne decanta solo i pregi, mettendo comunque l’automobilista-cliente sull’avviso: «Attenzione! L’acquirente si assume ogni responsabilità riguardo l’acquisto del presente oggetto il cui utilizzo non è permesso dall’attuale normativa italiana, pertanto il venditore declina ogni responsabilità riguardo all’uso. Questo prodotto - recita il messaggio - non è stato progettato per aiutarti a disobbedire alla legge, ma semplicemente per mantenere la tua velocità sempre al di sotto dei limiti imposti e ad avere una condotta di guida corretta».  Le pubblicità, dicevamo. In rete si trovano le schede più o meno complete di tutti i prodotti in commercio e ci sono rilevatori per tutte le tasche. Si parte da 100-120 euro (con 20 dollari di spese di spedizione se il pacco parte dagli Usa) per arrivare a 800-1.000 euro per gli strumenti più sofisticati. Sempre su Internet si trova perfino una mappa dell’Europa e per ogni Paese, in base al tipo più utilizzato di strumenti per rilevare la velocità (esistono diverse tecnologie costruttive), vengono consigliate le macchinette più adatte. Perché un solo apparecchio - dicono alcuni esperti - non può “leggere” in assoluto la presenza di tutti i tipi di autovelox. Anche se la maggior parte è in grado di individuare tutte o quasi le bande radar e laser.  «Resta un prodotto di nicchia - racconta il titolare di un’ officina di Livorno - anche se in passato ne abbiamo installati alcuni. Oggi è preferito il montaggio volante con alimentazione alla presa dell’accendisigari. Direi, ma mi riferisco a due-tre anni fa, che chi voleva questi dispositivi percorreva fino a 5-600 km al giorno per lavoro. Ma poteva essere un automobilista su cento, diciamo un paio su una cinquantina fra gente sempre in giro per lavoro. Oggi è molto più semplice caricare il software del navigatore e vedere quali sono gli autovelox fissi. E se si ha paura di quelli mobili, l’unica cosa da fare è andare piano. Credo comunque - dice il tecnico - che la macchinetta pubblicizzata in rete, di autovelox ne individui solo una parte, escludendo quelli a fotocellula». E attenzione, aggiunge, «a non farsi bidonare».